Nuovo album per Livio Amato + intervista

Vediamo cosa riuscite ad immaginare con la musica di Livio Amato!

 

di Lux
Oggi segnaliamo  una pubblicazione del 5 marzo scorso SU JAMENDO di Livio Amato, che  per Openradioit rappresenta sicuramente una novità espressiva dati i gusti "filo rock".  Pensando di arricchire curiosamente il gioco, abbiamo proposto un'intervista direttamente all'artefice di tale creazione detta "Sensitivity": un viaggio interiore ricco di emozioni ed immagini che non hanno bisogno di parole per spiegarsi.....si deve solo ascoltare. 

Di seguito ecco le domande che abbiamo posto all'artista:

 

http://www.jamendo.com/it/artist/Livio_Amato

1 Per il pubblico di Openradioit che forse non ti conosce ancora descrivi brevemente il compositore e musicista che è in te! 

 

Livio)Nasco e cresco, almeno per una parte della mia vita, a Torino nel 1965. Cresco a contatto con la musica, avendo un fratello maggiore di otto anni ed essendo il periodo della comparsa delle prime radio a transistor, quindi portatili, e delle “compact cassette”, che hanno permesso di portarsi ovunque la musica preferita. Nelle gite fuori porta, risuonavano i brani di Led Zeppelin, Deep Purple; ma anche Yes e Genesis e persino i primi Pooh. Credo che questi primi ascolti mi abbiano, in qualche modo, condizionato (o formato), comunque diretto verso quei generi musicali che sono frutto e mezzo di espressione. Non mi ritengo un pianista o un chitarrista: affido a questi strumenti (che meglio conosco) il mio pensare, come uno scrittore può scrivere indifferentemente con carta e penna, macchina per scrivere, computer.

 

 

2 a marzo risale la tua ultima pubblicazione "sensitivity": cosa rappresenta per te questo nuovo album? 

 

Livio)“Sensitivity” doveva essere un lavoro più maturo dei precedenti o, almeno, ne aveva l'ambizione. Credo invece che si tratti della continuazione dei due precedenti “Always Musa” e “The gate of evermore”, che in Jamendo ho raccolto in una unica selezione. Lo si può notare dalla presenza di “Musa 4th melody”, segno che non ho ancora trasceso il concetto di partenza: “Musa” è un personaggio immaginario, forse, che segue un percorso sentimentale frammentato da continue interruzioni e illuminato da un continuo rinnovarsi di emozioni. “Sensitivity” è, sicuramente, l'epilogo di questo percorso, di questa “love story” e, di riflesso, non sprigiona così tanta allegria...

 

 

3 ti definisci un impressionista della musica, secondo te la musica strumentale è penalizzata rispetto alla classica canzone con testo? 

 

-Come nei film le immagini interagiscono con i commenti sonori, allo stesso modo i brani cantati possono far affidamento alla sinergia di musica+parole. Analogamente ai films con colonne sonore ridotte (o assenti), i brani strumentali possono non dipendere dalla presenza o meno dei testi per suscitare emozione: ricordiamoci che la Musica parla un linguaggio universale, comprensibile a chiunque, i testi in lingua no. Mi definisco impressionista nella musica e potrei descrivermi ugualmente nella vita: “la vita è adesso”, qui e ora, otrebbe essere il mio motto.

 

 

4 quali sono i tuoi prossimi obiettivi? 

 

Livio)Attualmente ho ripreso i contatti con i componenti del gruppo nel quale sono “ufficialmente” nato come musicista, i “Lifeless” (negli anni '90), e non escludo di tornare ad una collaborazione definitiva. Purtroppo non ho potuto fare della musica il lavoro della mia vita, ma non saprei comunque rinunciarvi.

 

 

5 cosa ne pensi del sistema creative commons applicato alla musica? 

 

Livio)Fino agli inizi del nuovo millennio era presente la difficoltà, per i “piccoli” gruppi e autori emergenti, del sostenere l'esame SIAE. Io credo che questo abbia ostacolato molto il percorso e l'affermazione musicale degli emergenti. In alcuni casi, le “demo” venivano scartate a priori se non si era iscritti SIAE e, allo stesso modo, si era un po' a disagio nel dover affrontare spese non sempre sostenibili per poter esercitare il diritto d'autore su un supporto fonografico in distribuzione. Credo che la soluzione “Creative Commons” abbia concesso l'opportunità (a me per primo) di potersi avvalere almeno dell'attribuzione intellettuale, con la certificazione di anteriorità, dell'opera che si intende far conoscere e in forma completamente gratuita. I non-vincoli sulla distribuzione, sul download e, volendo, sull'utilizzo commerciale delle opere, completano le possibilità che si sono conquistate con il “Copyleft”, dove è l'autore ad esercitare il diritto di decidere autonomamente cosa fare delle proprie creazioni. Gli aggregatori partner, tipo Jamendo, offrono anche la possibilità di promuoversi gratuitamente ed efficacemente ad un pubblico sempre più grande di audiofili più o meno esigenti. Che vogliamo di più? Viva Creative Commons!

 

 

6 Quando e dove possiamo vederti e sentirti in una live performance? 

 

Livio)Fermo restando una certa difficoltà nel trovare spazi al mio genere musicale e una certa difficoltà nell'implementazione live multitraccia, che mi farebbe rinunciare ad arrangiamenti chiave per i brani stessi, non escludo la possibilità, in tempi medi, di riprendere il discorso “pubblica esecuzione”, se andrà a buon fine la ricostituzione del duo Livio Amato – Piero Tarditi (ex Lifeless).

 

 

7 Una curiosità: quali sono i musicisti a cui ti ispiri o che hanno contaminato le tue produzioni? 

 

Livio)Vangelis è un autore del quale sono fiero di poter dire di essere fan. Ho studiato in profondità la sua intera discografia e, inevitabilmente, trovo che diverse mie “espressioni” riconducono ai suoi concetti descrittivi. Mi sento “vicino” ai commenti più estatici di Alan Parsons, dei Tangerine Dream; ma sicuramente i grandi compositori classici della scuola Russa del '700 – '800 possono aver “contaminato” alcuni miei lavori. Un occhio di riguardo per Alec R.L. Costandinos e il suo “Sumeria”, per il sistema “a blocchi di Suite” adottato per la descrizione in musica di una storia.

 

 

8 Attualmente cosa pensi della situazione musica in Italia?

 

Livio)Mah! Come per la politica, è difficile avere un'opinione univoca sulla musica in Italia. Posso, in ragione della mia età, fare un confronto tra quello che era la musica negli anni '80-'90 e le “deformazioni” della stessa, oggi. La musica leggera, la “canzonetta” Sanremese, è sempre ferma lì: si parla d'amore come di lasagne. Grazie a pochi, però, si sentono ancora testi sensati, sempre supportati da arrangiamenti iperbolici che, onestamente, tendono a far perdere un po' di naturalezza ai brani.

Dal punto di vista globale, vedo la morte del supporto commerciabile (troppo costoso) e l'affermarsi del download a 3€ al brano: almeno comperiamo solo quello che ci interessa  veramente.

 

lux) Grazie per la disponibilità e buona fortuna!

Livio) Un grande abbraccio e un grande grazie per avermi concesso questa
opportunità!

 

 

 

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Commenti: 3
  • #1

    Sal (sabato, 10 aprile 2010 12:46)

    Non mi sorprende che sia ai primi posti su jamendo. Si fa ascoltare piacevolmente anche se non è il mio genere...mi colpisce particolarmente la sua profondità espressiva. Ancora una volta complimenti a voi per la musica che postate e complimenti a Livio Amato

  • #2

    openradioit (sabato, 10 aprile 2010 12:51)

    Sal ti ringraziamo per la tua prontezza nell'intervenire quando postiamo nuovi articoli sul blog, la tua opinione è fondamentale, dovrebbero esserci più persone come te in Italia con la curiosità di ascoltare artisti poco conosciuti e con l'orecchio fine per capire il valore che essi hanno.

  • #3

    xerolof (domenica, 11 aprile 2010 11:35)

    Concordo, ottima composizione e registrato molto bene!